Energia abbondante, pulita e competitiva
A. Il problema
L’Italia paga da troppi anni energia cara, instabile e dipendente da combustibili fossili importati. Questo ha impoverito famiglie, ridotto la competitività industriale, esposto il Paese a shock geopolitici e frenato l’elettrificazione di trasporti, calore, industria e servizi. Una moderna economia industriale è energia trasformata: senza energia abbondante, pulita e a costo competitivo non esiste vera autonomia economica.
B. Perché conta
Disporre di elettricità abbondante, pulita e a costo competitivo è una condizione di sicurezza nazionale, potere d’acquisto, autonomia industriale e attrazione degli investimenti. La dipendenza dai combustibili fossili importati espone famiglie e imprese a prezzi instabili, crisi geopolitiche e costi imposti da fornitori esterni. Al contrario, rinnovabili, reti, accumuli ed elettrificazione possono trasformare l’Italia da Paese che subisce il costo dell’energia a Paese che usa l’energia pulita come vantaggio competitivo.
C. La nostra soluzione
Lanciare una Missione Nazionale Energia 2030-2050 per rendere l’Italia il Paese europeo più competitivo nel costo dell’elettricità pulita. La missione deve combinare rinnovabili su larga scala, reti, accumuli, elettrificazione, contratti pubblici di lungo periodo, filiere industriali nazionali, riforma degli oneri in bolletta, tutela dei paesaggi di pregio, uso razionale del suolo e una strategia mediterranea per idrogeno, ammoniaca e combustibili sintetici a basse emissioni con Algeria, Tunisia e Libia. Il principio guida è semplice: ridurre il costo totale dell’elettricità, ridurre le emissioni di ciclo vita, aumentare sicurezza nazionale e creare industria italiana.
E. Cosa cambia per il cittadino
Bollette più basse e meno esposte agli shock internazionali. Più lavoro industriale nelle filiere dell’energia pulita. Maggiore sicurezza nazionale. Imprese più competitive, soprattutto nei settori energivori. Famiglie incentivate a usare elettricità pulita per mobilità, riscaldamento e consumi domestici, senza essere penalizzate da tasse e oneri che oggi rallentano l’elettrificazione.
D. Obiettivi misurabili
- Dimezzare entro 5 anni il costo medio effettivo dell’elettricità per famiglie, PMI e industria rispetto ai livelli di partenza.
- Portare gli utenti energivori strategici verso contratti finali nell’ordine di 60-70 €/MWh.
- Raggiungere almeno 190 GW di fotovoltaico, oltre 100 GW di eolico e circa 190 GWh di accumuli elettrochimici entro il 2050, aggiornando gli obiettivi intermedi 2030, 2035 e 2040.
- Ridurre di circa il 90% il fabbisogno di gas nel sistema elettrico entro il 2050, riservando gas biologico o sintetico alla sola generazione programmabile residua.
- Accelerare il Piano di Sviluppo Terna, superando gli attuali obiettivi di +65 GW FER al 2030 e +94 GW al 2035.
- Creare un Ministero dell’Energia con poteri di coordinamento su GSE, Terna, ARERA, MASE, MIMIT, Regioni, ENEL, ENI, CDP e Banca delle Missioni.
- Lanciare almeno tre joint venture mediterranee a partecipazione italiana per idrogeno, ammoniaca a basse emissioni o e-fuels entro il 2030.
- Collegare l’Italia al Southern Hydrogen Corridor come hub industriale e non solo come Paese di transito.
- Rendere pubblica ogni anno una dashboard nazionale su costo medio dell’energia, nuova capacità autorizzata, nuova capacità installata, tempi autorizzativi, accumuli, congestioni di rete, import fossile, emissioni e contratti industriali a lungo termine.
