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Imprese e innovazione

Missioni industriali per acciaio a basse emissioni, chimica circolare e ceramica efficiente, automotive elettrico, batterie, semiconduttori, reshoring e tecnologie pulite.

Le fonti indicate servono come base documentale, comparativa o critica. La loro citazione non implica adesione degli autori o degli enti citati alle proposte Synedrion.

Scopri il metodo con cui costruiamo le proposte
Soluzione 01

Missioni industriali per reindustrializzare l’Italia

Medio periodoCoordinamento UENazionaleMissione industriale

A. Il problema

Produttività stagnante, investimenti insufficienti e perdita di capacità manifatturiera indeboliscono le filiere strategiche italiane.

B. Perché conta

Senza una base produttiva avanzata l’Italia perde lavoro qualificato, autonomia tecnologica, capacità di esportazione e sicurezza economica. La bassa produttività italiana è aggravata da giustizia lenta, piccola dimensione media delle imprese, scarsa managerializzazione, burocrazia e debole collegamento tra formazione e lavoro.

C. La soluzione

Concentrare Transizione 5.0, appalti innovativi, garanzie e investimenti su crescita dimensionale delle PMI, trasferimento tecnologico, brevetti, reshoring e filiere strategiche: batterie, semiconduttori, acciaio a basse emissioni, chimica e ceramica efficienti, automotive elettrico e tecnologie per la decarbonizzazione.

D. Obiettivi misurabili

  • Crescita della produttività e della dimensione media delle PMI.
  • Investimenti privati attivati da ogni euro pubblico.
  • Nuovi impianti e filiere strategiche.
  • Più brevetti e trasferimenti tecnologici.
  • Più occupazione qualificata ed export tecnologico.

E. Cosa cambia per il cittadino

Più lavoro qualificato, imprese competitive e filiere produttive capaci di creare valore e sicurezza economica nel Paese.

Soluzione 02

Aprire mercati, ridurre posizioni protette, premiare chi innova

Medio periodoCoordinamento UENazionaleMissione industriale

A. Il problema

Settori protetti, concessioni sottovalutate, licenze chiuse e protezioni settoriali riducono concorrenza, produttività e mobilità sociale.

B. Perché conta

La difesa di benefici particolari impone costi collettivi. Una politica industriale moderna non protegge posizioni acquisite: premia imprese che investono, innovano, assumono e competono.

C. La soluzione

Aprire progressivamente i mercati protetti, rivedere le concessioni sottovalutate, eliminare incentivi senza addizionalità e concentrare il sostegno su imprese che aumentano produttività, salari, innovazione e prestazioni ambientali.

D. Obiettivi misurabili

  • Concessioni pubbliche con canoni allineati al valore economico.
  • Gare trasparenti per beni pubblici scarsi.
  • Incentivi condizionati ad addizionalità e investimenti.
  • Crediti d’imposta valutati ex post.
  • Aumento della produttività per addetto.
  • Più concorrenza nei settori protetti.

E. Cosa cambia per il cittadino

Prezzi e servizi più competitivi, opportunità più aperte e risorse concentrate sulle imprese che creano valore. Lo Stato deve aiutare chi crea valore, non chi conserva vantaggi non giustificati.

Soluzione 03

Ritorno pubblico sull’innovazione finanziata dallo Stato

Medio periodoCoordinamento UENazionaleMissione industriale

A. Il problema

Molte innovazioni strategiche nascono anche grazie a ricerca pubblica, garanzie, incentivi, appalti o infrastrutture finanziate dallo Stato, ma i ritorni economici e tecnologici non sempre restano nel Paese.

B. Perché conta

Se il pubblico finanzia il rischio iniziale, è giusto che una parte dei benefici ritorni alla collettività: brevetti accessibili, licenze eque, prezzi sostenibili per la PA, reinvestimento in Italia e nuove capacità produttive.

C. La soluzione

Condizionare gli incentivi a imprese innovative e filiere strategiche a impegni di addizionalità, reinvestimento, proprietà intellettuale gestita nell’interesse pubblico e permanenza produttiva. Per progetti ad alto rischio finanziati dallo Stato, prevedere equity temporanea, royalties, licenze non esclusive o diritto pubblico di accesso.

D. Obiettivi misurabili

  • Numero di incentivi con clausole di addizionalità.
  • Brevetti e tecnologie generati con fondi pubblici.
  • Royalties o ritorni reinvestiti in nuove missioni.
  • Investimenti privati mobilitati.
  • Occupazione qualificata creata.
  • Progetti con obblighi di permanenza produttiva in Italia o in Europa.

E. Cosa cambia per il cittadino

Più innovazione, più lavoro qualificato e maggiore garanzia che le tecnologie sostenute con denaro pubblico producano benefici per il Paese.

Soluzione 04

Politica industriale 2030: filiere strategiche, PMI e capitale paziente

Medio periodoCoordinamento UENazionaleMissione industriale

A. Il problema

L’Italia ha eccellenze industriali ma soffre di bassa crescita dimensionale delle imprese, investimenti insufficienti, dipendenza energetica, ritardi tecnologici e filiere strategiche vulnerabili.

B. Perché conta

Confindustria, Astrid, MIMIT, Economia Italiana/LUISS e CDP convergono sulla necessità di una politica industriale meno frammentata: energia, competenze, semiconduttori, materie prime critiche, manifattura avanzata, spazio, mare e tecnologie pulite.

C. La soluzione

Costruire una Politica Industriale 2030 con portafogli di missione: energia competitiva, semiconduttori e microelettronica, batterie e accumuli, materie prime critiche e riciclo, siderurgia e chimica circolare a basse emissioni, farmaceutica, cantieristica, spazio, mare, automotive intelligente e tecnologie per l’adattamento climatico. Le PMI devono accedere a piattaforme comuni di ricerca, finanza, export, formazione e digitalizzazione.

D. Obiettivi misurabili

  • Investimenti industriali attivati.
  • PMI coinvolte in filiere strategiche.
  • Aumento della spesa privata in R&S.
  • Crescita dimensionale delle imprese.
  • Export ad alto valore aggiunto.
  • Riduzione della dipendenza da tecnologie e materie prime critiche estere.
  • Numero di progetti finanziati con capitale paziente.

E. Cosa cambia per il cittadino

Più lavoro qualificato, più autonomia industriale, imprese meno fragili, territori più produttivi e una crescita meno dipendente da bonus o congiunture esterne.

Soluzione 05

PMI: meno burocrazia, più scala, credito e competenze

Medio periodoCoordinamento UENazionaleMissione industriale

A. Il problema

Micro, piccole e medie imprese reggono una parte decisiva dell’economia italiana ma sono spesso frenate da adempimenti, incertezza normativa, difficoltà di accesso al credito, costi energetici e carenza di competenze.

B. Perché conta

Confartigianato, CNA e Casartigiani chiedono politiche strutturali e prevedibili: incentivi stabili, fisco più semplice, credito accessibile, formazione tecnica e riduzione degli oneri amministrativi.

C. La soluzione

Creare un Patto PMI Produttive: sportello digitale unico, adempimenti proporzionati alla dimensione d’impresa, incentivi pluriennali stabili, garanzie pubbliche condizionate a investimenti reali, voucher per competenze tecniche e digitali, reti d’impresa, consorzi export e piattaforme comuni per energia, acquisti, formazione e innovazione.

D. Obiettivi misurabili

  • Riduzione degli adempimenti ricorrenti per PMI.
  • Tempi medi di accesso a incentivi e garanzie.
  • Numero di PMI in reti d’impresa.
  • Investimenti digitali, in efficienza e tecnologie pulite delle PMI.
  • Credito mobilitato.
  • Ore di formazione tecnica nelle PMI.
  • Riduzione del costo amministrativo per impresa.

E. Cosa cambia per il cittadino

Imprese locali più solide, meno tempo perso in burocrazia, più occupazione stabile e maggiore capacità dei territori di generare reddito.