Un’IA europea, plurale e autonoma
A. Il problema
L’Italia e l’Europa stanno adottando in massa sistemi di intelligenza artificiale sviluppati prevalentemente negli Stati Uniti e in Cina. Questi modelli non sono strumenti neutrali: riflettono dati, priorità industriali, criteri di moderazione, visioni politiche e assunzioni culturali dei contesti in cui sono stati progettati. Studi recenti mostrano che i grandi modelli linguistici possono incorporare bias culturali, ideologici e linguistici. Il rischio non è solo tecnico, ma democratico: se milioni di cittadini, studenti, imprese e amministrazioni usano gli stessi modelli globali, l’IA può produrre una progressiva omogeneizzazione del pensiero, del linguaggio e delle categorie culturali. La questione non riguarda solo l’autonomia industriale, ma anche il controllo democratico delle infrastrutture cognitive. Come sottolinea l’enciclica Magnifica Humanitas, nel contesto digitale il controllo delle piattaforme, dei dati e della capacità di calcolo è spesso concentrato in grandi attori economici e tecnologici, capaci di fissare le condizioni di accesso, visibilità e partecipazione. Questa concentrazione può generare nuove dipendenze, esclusioni, manipolazioni e disuguaglianze.
B. Perché conta
L’Europa non può limitarsi a regolare l’IA prodotta altrove. Deve anche saperla costruire, adattare e controllare. Senza modelli europei competitivi, rischiamo una nuova dipendenza strategica: dati europei, cittadini europei e pubbliche amministrazioni europee saranno serviti da infrastrutture cognitive progettate secondo valori, interessi e priorità non europee. Questo è particolarmente importante per scuola, giustizia, sanità, pubblica amministrazione, informazione civica e servizi sociali, dove una risposta apparentemente tecnica può incorporare visioni implicite su diritti, famiglia, lavoro, Stato, mercato, privacy, responsabilità individuale e solidarietà collettiva.
C. La nostra soluzione
Synedrion propone una strategia italiana ed europea per costruire una pluralità di modelli di IA europei, aperti, verificabili e culturalmente localizzati: sostenere modelli fondazionali europei open-source e open-weight, come EuroLLM, OpenEuroLLM e TrustLLM; creare un programma italiano per adattarli al contesto giuridico, amministrativo, linguistico e culturale nazionale; finanziare modelli specializzati per scuola, pubblica amministrazione, sanità, giustizia, imprese e patrimonio culturale; evitare un unico modello europeo ufficiale, promuovendo un ecosistema pluralistico di modelli diversi, comparabili e auditabili; utilizzare supercalcolo europeo, dati pubblici di qualità e partenariati con università, CNR, centri di ricerca, startup e imprese italiane. La strategia europea per l’IA deve quindi essere anche una strategia anti-monopolistica e democratica: accesso equo alla capacità computazionale, infrastrutture pubbliche e aperte, modelli contestabili, standard trasparenti e partecipazione di università, imprese, società civile e comunità locali nella definizione dei criteri di sviluppo.
E. Cosa cambia per il cittadino
Il cittadino potrà usare strumenti di IA che capiscono meglio il contesto italiano: norme, lingua, amministrazione, scuola, sanità, cultura, storia e sensibilità sociali. Un assistente pubblico digitale non risponderà più come se il cittadino vivesse in California o in un ordinamento di common law, ma sarà progettato per il diritto italiano, la pubblica amministrazione italiana, i servizi europei, il GDPR e le specificità linguistiche del nostro Paese.
D. Obiettivi misurabili
- Entro il 2028, almeno 3 modelli europei open-source o open-weight adottabili dalla PA italiana.
- Almeno 1 modello nazionale adattato al contesto italiano per i servizi pubblici digitali.
- Almeno 5 casi pilota in sanità, scuola, giustizia, PA e cultura.
- Riduzione misurabile del bias culturale rispetto a modelli extraeuropei di riferimento.
- Pubblicazione annuale di benchmark indipendenti su accuratezza, sicurezza, bias e qualità linguistica.
- Entro il 2028, creare almeno una infrastruttura pubblica o pubblico-privata europea di calcolo e modelli IA accessibile a università, startup, PMI, pubbliche amministrazioni e progetti civici, con criteri trasparenti di accesso e rendicontazione.
