Istruzione come priorità nazionale
Una riforma della scuola che mette al centro la formazione umana, la cultura e la relazione educativa, investendo su docenti, tempo scuola e apprendimento lungo tutta la vita.
A. Il problema
Povertà educativa, competenze fragili e opportunità diseguali limitano l’autonomia delle persone. La scuola ha bisogno di continuità, docenti sostenuti e riconosciuti, spazi adeguati e più tempo per educare. Una preparazione concentrata sulle sole esigenze immediate del lavoro lascia in secondo piano pensiero critico, vita emotiva, relazioni e partecipazione democratica.
B. Perché conta
L’istruzione deve diventare una priorità nazionale attraverso più legislature. La formazione della persona è il fondamento: filosofia, psicologia, sociologia, storia, letteratura, arti ed educazione civica aiutano a comprendere se stessi, gli altri e la società. Le competenze scientifiche, tecniche e digitali si sviluppano su questa base e in dialogo con essa. La scuola deve preparare alla vita, alla cittadinanza e al lavoro.
C. La soluzione
01.Una base umanistica per tutti
Rafforzare le discipline umanistiche in tutti gli indirizzi, compresi quelli tecnici e professionali. Introdurre filosofia, dialogo e argomentazione fin dalla primaria con attività adeguate all’età; sviluppare nella secondaria conoscenze di psicologia e sociologia, educazione emotiva, relazionale e civica. Letteratura, storia, arte, musica e teatro diventano parti essenziali della formazione, insieme a matematica, scienze e alfabetizzazione digitale e all’IA.
02.Investire nella formazione degli insegnanti
Rafforzare preparazione disciplinare, pedagogia, psicologia dello sviluppo, didattica inclusiva e gestione dei conflitti. Prevedere tirocinio osservato, mentoring nei primi tre anni, formazione continua retribuita, osservazione tra pari e supporto professionale. La formazione deve avere tempo dedicato, tutor preparati e risorse stabili.
03.Retribuzioni allineate ai paesi europei di riferimento
Definire entro il 2027 un confronto pubblico con Francia, Germania, Paesi Bassi, Finlandia e Danimarca. Allineare progressivamente entro il 2035 le retribuzioni lorde annue alla mediana di questo gruppo, confrontando potere d’acquisto, grado scolastico, anzianità e carico di lavoro. Recuperare almeno metà dell’eventuale divario entro il 2030, tutelare il potere d’acquisto e riconoscere formazione, tutoraggio e responsabilità attraverso la contrattazione.
04.Selezionare anche la capacità di relazione educativa
Integrare la verifica delle conoscenze con lezioni simulate, tirocinio e osservazioni strutturate: ascolto, empatia, chiarezza, rispetto, capacità di motivare e includere gli studenti. Usare criteri pubblici, valutatori formati e più osservazioni, con possibilità di riesame. Valutare competenze professionali osservabili, evitando giudizi arbitrari sulla personalità o selezioni basate sulla popolarità.
05.Più tempo scuola di qualità
Estendere il tempo pieno educativo nella primaria, con una giornata orientativamente 8:30–16:30 e flessibilità locale. Affiancare alle lezioni studio assistito, lettura, sport, arti, laboratori, dialogo e attività all’aperto. Dare priorità alle aree con maggiore povertà educativa e garantire mense, trasporti, accessibilità, educatori e spazi adeguati.
06.Vacanze estive più corte, pause meglio distribuite
Sperimentare una pausa estiva continuativa di 6–8 settimane, distribuendo le altre pause nell’anno e integrando laboratori e recupero nel calendario scolastico. Valutare gli effetti prima dell’estensione, con adattamenti climatici, edifici adatti al caldo, confronto con famiglie e Regioni. Organizzare turnazioni, personale aggiuntivo e ferie contrattuali: l’apertura più lunga della scuola richiede un’organizzazione del lavoro adeguata.
07.Dall’infanzia alla formazione degli adulti
Potenziare i servizi 0–6, diritto allo studio, borse, alloggi, università e ITS. Coordinare il programma universitario con finanziamenti pluriennali, peer review pluralistica e il piano di studentati pubblici; verificare l’obiettivo del +15% reale di spesa pubblica per studente entro cinque anni dall’avvio, senza rinviarlo al 2035. Offrire agli adulti corsi gratuiti e modulari di cultura umanistica, comprensione dei testi, ragionamento scientifico e statistico, cittadinanza e uso consapevole delle tecnologie, attraverso CPIA, biblioteche, scuole e luoghi di lavoro.
Quanto investiamo nell’istruzione?
Spesa pubblica in rapporto al PIL · 2024
L’incidenza sul PIL della spesa pubblica per istruzione in Italia è inferiore al valore aggregato dell’UE27 nello stesso anno.
Spesa pubblica per istruzione
Scala da 0 a 6 · % del PIL
Come leggere i dati. Stessa unità e stesso anno per entrambi i territori. Il rapporto al PIL non misura da solo qualità dell’istruzione, spesa per studente o potere d’acquisto delle risorse.
Fonte: ISTAT. Rapporto annuale 2026 — Sintesi · Versione corretta del 9 giugno 2026 · riferimento: 2024 (spesa); 2025 (abbandono) · consultato il 7 novembre 2026. Metodo e licenza
Tabella accessibile: valori, popolazioni e stato dei dati
| Indicatore / territorio | Valore e unità | Periodo | Popolazione e perimetro | Stato e note | Fonte puntuale |
|---|---|---|---|---|---|
| Italia · Italia | 4 % del PIL | 2024 | Spesa delle amministrazioni pubbliche per istruzione | Dato pubblicato | Definizione e provenienza |
| UE27 · UE27 | 4,8 % del PIL | 2024 | Spesa delle amministrazioni pubbliche per istruzione | Dato pubblicato | Definizione e provenienza |
Istruzione: da dove partiamo e dove proponiamo di arrivare
Baseline 2025 e obiettivi Synedrion 2035 · popolazioni distinte
Il programma propone più adulti con istruzione terziaria e meno giovani che abbandonano gli studi. I traguardi sono proposte da validare, senza una traiettoria annua garantita.
Istruzione terziaria · residenti 25–64 anni
Scala da 0 a 40 · %
Abbandono precoce · giovani 18–24 anni
Scala da 0 a 12 · %
Responsabilità nella missione proposta
Schema della proposta, da definire nell’attuazione.
- Istituzioni competenti
- Definiscono responsabilità, risorse e accordi di attuazione.
- Scuole e territori
- Realizzano gli interventi con personale e servizi adeguati.
- Valutazione indipendente
- Misura risultati e divari e rende pubbliche le revisioni.
- Istituzioni competenti → Scuole e territori: Programmazione e risorse da verificare
- Scuole e territori → Valutazione indipendente: Risultati e condizioni da valutare
- Valutazione indipendente → Istituzioni competenti: Evidenze per correggere gli interventi
Come leggere i dati. Non mescolare la fascia adulta con i giovani e non unire baseline e target con una linea di previsione. Per l’istruzione terziaria il target è una soglia minima; per l’abbandono è una soglia massima. L’obiettivo non certifica coperture o fattibilità.
Fonte: Eurostat. Population by educational attainment level, sex and age · Estrazione del 2026-11-07; aggiornamento dataset 2026-10-30T23:00:00+0100 · riferimento: 2025 · consultato il 7 novembre 2026. Metodo e licenza
Fonte: Synedrion. Italia Obiettivo 2035 — Istruzione · Programma versionato, commit a8662e7 · riferimento: Obiettivi 2035 · consultato il 7 novembre 2026. Metodo e licenza
Fonte: ISTAT. Rapporto annuale 2026 — Sintesi · Versione corretta del 9 giugno 2026 · riferimento: 2024 (spesa); 2025 (abbandono) · consultato il 7 novembre 2026. Metodo e licenza
Tabella accessibile: valori, popolazioni e stato dei dati
| Indicatore / territorio | Valore e unità | Periodo | Popolazione e perimetro | Stato e note | Fonte puntuale |
|---|---|---|---|---|---|
| Valore iniziale — 2025 · Italia | 22,3 % | 2025 | Residenti 25–64 anni, istruzione terziaria ISCED 5–8 | Dato pubblicato | Definizione e provenienza |
| Obiettivo proposto — 2035 · Italia | ≥ 29 % | 2035 | Residenti 25–64 anni, istruzione terziaria ISCED 5–8 | Obiettivo proposto | Definizione e provenienza |
| Valore iniziale — 2025 · Italia | 8,2 % | 2025 | Giovani 18–24 anni che abbandonano precocemente istruzione e formazione | Dato pubblicato | Definizione e provenienza |
| Obiettivo proposto — 2035 · Italia | ≤ 4 % | 2035 | Giovani 18–24 anni che abbandonano precocemente istruzione e formazione | Obiettivo proposto | Definizione e provenienza |
D. Obiettivi misurabili
Traguardi proposti da validare per fattibilità e costi. I valori iniziali riportano fonte e anno; quelli mancanti devono essere certificati prima dell’adozione.
| Indicatore | Punto di partenza | Traguardo proposto |
|---|---|---|
| Adulti 25–64 anni con un titolo terziario | 22,3% nel 2025 · ISTAT | Almeno 29% entro il 2035: circa +30% relativo. |
| Giovani 25–34 anni con un titolo terziario | 31,1% nel 2025 · ISTAT | Almeno 50% nel 2035, mantenendo il 45% come riferimento europeo al 2030. |
| Abbandono precoce di istruzione e formazione, 18–24 anni | 8,2% nel 2025 · ISTAT | Non oltre il 4% entro il 2035. |
| Adulti 16–65 anni con basse competenze nella comprensione dei testi | 35% · PIAAC 2023, rilevazione 2022–2023 | Dimezzare la quota, fino al 17,5%, con rilevazioni comparabili. |
| Retribuzioni dei docenti | Divario da certificare nel 2027 con dati OCSE e contrattuali comparabili. | Recuperare almeno il 50% dell’eventuale divario entro il 2030 e allinearsi alla mediana dei cinque paesi di riferimento entro il 2035. |
| Formazione, mentoring e selezione dei nuovi docenti | Copertura e qualità da rilevare all’avvio. | Dal 2028, mentoring per tutti i nuovi docenti e valutazione osservata delle capacità didattiche e relazionali; formazione continua retribuita per tutti. |
| Tempo pieno e calendario scolastico | Copertura da certificare per territorio nel 2027. | Tempo pieno in almeno l’85% delle classi della primaria entro il 2035; sperimentazioni del calendario in almeno cinque Regioni entro il 2030. |
| Divari territoriali negli apprendimenti | Differenze da definire e pubblicare sui risultati INVALSI 2026. | Dimezzare entro il 2035 il divario iniziale tra territori, con una definizione stabile e risultati disaggregati. |
Il +30% riguarda la quota di adulti con istruzione terziaria: è uno degli indicatori, non una misura unica della formazione umana. Valutare anche pensiero critico, capacità argomentativa, clima scolastico, inclusione e benessere con strumenti indipendenti, campionari e rispettosi degli studenti. I dati PIAAC non sono una rilevazione del 2026 e richiedono verifiche periodiche comparabili. L’obiettivo europeo del 45% al 2030 non viene rinviato.
Responsabilità e attuazione
MIM e MUR coordinano la missione con Regioni, scuole, università ed enti locali. Curriculum, reclutamento e calendario richiedono atti appropriati, sperimentazioni e confronto con le comunità scolastiche; retribuzioni e organizzazione del lavoro richiedono contrattazione. Un rapporto annuale rende pubblici copertura dei servizi, condizioni dei docenti e risultati educativi.
Risorse e condizioni
Finanziamenti pluriennali per stipendi, formazione retribuita, personale educativo, borse e funzionamento; investimenti distinti per edifici, mense e trasporti. Quantificare l’allineamento salariale e i costi del tempo pieno prima dell’adozione. Le risorse recuperate dalla revisione della spesa possono contribuire solo quando effettivamente disponibili. Il tempo aggiuntivo deve rispettare benessere degli studenti, ferie e carichi di lavoro.
E. Cosa cambia per il cittadino
Studenti ascoltati e accompagnati, famiglie sostenute e docenti meglio preparati, retribuiti e riconosciuti. Più opportunità di sviluppare cultura, autonomia di giudizio e competenze, in ogni territorio e in ogni fase della vita.
F. Fonti e riferimenti
Le fonti documentano dati e metodi. I traguardi e gli strumenti proposti esprimono scelte Synedrion e non implicano l’adesione delle istituzioni citate.
- ISTAT — Livelli di istruzione e ritorni occupazionali, anno 2025(apre una nuova scheda)
Dati su titoli di studio e abbandono; pubblicazione del 3 novembre 2026.
- OCSE — Indagine sulle competenze degli adulti 2023: Italia(apre una nuova scheda)
Competenze degli adulti 16–65 anni; rilevazione PIAAC 2022–2023.
- OCSE — Education at a Glance 2026(apre una nuova scheda)
Confronti su sistemi educativi, condizioni e retribuzioni dei docenti; base per costruire il confronto salariale.
- OCSE — Teaching relationship skills, 2026(apre una nuova scheda)
Relazioni educative, ascolto, empatia e preparazione degli insegnanti; analisi TALIS 2024.
- UNESCO — Reimagining our futures together(apre una nuova scheda)
Riferimento per una formazione umanistica, scientifica e cooperativa orientata al bene comune.
- INVALSI — Rapporti nazionali(apre una nuova scheda)
Risultati e divari degli apprendimenti, incluso il rapporto 2026.
- Commissione europea — Education and Training Monitor 2025: Italia(apre una nuova scheda)
Quadro europeo e riferimento del 45% di istruzione terziaria tra i 25–34enni al 2030.
