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Un patto nazionale per il futuro

Italia Obiettivo 2035

Grandi obiettivi per sviluppare il grande potenziale degli Italiani e dell'Italia. Una visione ambiziosa, obiettivi stellari? Sì, ma raggiungibili con una programmazione di lungo periodo. Per decenni i governi italiani si sono disinteressati di porsi obiettivi ambiziosi, o hanno messo solo delle toppe sui nostri grandi problemi strutturali. Per risolverli si deve strutturare il cambiamento in un quadro di lungo periodo.

Proposta aperta al confronto

Un programma di missioni nazionali da realizzare progressivamente. Gli obiettivi sono proposte da valutare per fattibilità e coperture; i dati indicano l’anno di riferimento. L’indice di benessere è da costruire. Fonti verificate al 6 novembre 2026.

Missione 01

Formare persone libere, consapevoli e capaci.

Tutte le missioni

Istruzione come priorità nazionale

Una riforma della scuola che mette al centro la formazione umana, la cultura e la relazione educativa, investendo su docenti, tempo scuola e apprendimento lungo tutta la vita.

A. Il problema

Povertà educativa, competenze fragili e opportunità diseguali limitano l’autonomia delle persone. La scuola ha bisogno di continuità, docenti sostenuti e riconosciuti, spazi adeguati e più tempo per educare. Una preparazione concentrata sulle sole esigenze immediate del lavoro lascia in secondo piano pensiero critico, vita emotiva, relazioni e partecipazione democratica.

B. Perché conta

L’istruzione deve diventare una priorità nazionale attraverso più legislature. La formazione della persona è il fondamento: filosofia, psicologia, sociologia, storia, letteratura, arti ed educazione civica aiutano a comprendere se stessi, gli altri e la società. Le competenze scientifiche, tecniche e digitali si sviluppano su questa base e in dialogo con essa. La scuola deve preparare alla vita, alla cittadinanza e al lavoro.

C. La soluzione

01.Una base umanistica per tutti

Rafforzare le discipline umanistiche in tutti gli indirizzi, compresi quelli tecnici e professionali. Introdurre filosofia, dialogo e argomentazione fin dalla primaria con attività adeguate all’età; sviluppare nella secondaria conoscenze di psicologia e sociologia, educazione emotiva, relazionale e civica. Letteratura, storia, arte, musica e teatro diventano parti essenziali della formazione, insieme a matematica, scienze e alfabetizzazione digitale e all’IA.

02.Investire nella formazione degli insegnanti

Rafforzare preparazione disciplinare, pedagogia, psicologia dello sviluppo, didattica inclusiva e gestione dei conflitti. Prevedere tirocinio osservato, mentoring nei primi tre anni, formazione continua retribuita, osservazione tra pari e supporto professionale. La formazione deve avere tempo dedicato, tutor preparati e risorse stabili.

03.Retribuzioni allineate ai paesi europei di riferimento

Definire entro il 2027 un confronto pubblico con Francia, Germania, Paesi Bassi, Finlandia e Danimarca. Allineare progressivamente entro il 2035 le retribuzioni lorde annue alla mediana di questo gruppo, confrontando potere d’acquisto, grado scolastico, anzianità e carico di lavoro. Recuperare almeno metà dell’eventuale divario entro il 2030, tutelare il potere d’acquisto e riconoscere formazione, tutoraggio e responsabilità attraverso la contrattazione.

04.Selezionare anche la capacità di relazione educativa

Integrare la verifica delle conoscenze con lezioni simulate, tirocinio e osservazioni strutturate: ascolto, empatia, chiarezza, rispetto, capacità di motivare e includere gli studenti. Usare criteri pubblici, valutatori formati e più osservazioni, con possibilità di riesame. Valutare competenze professionali osservabili, evitando giudizi arbitrari sulla personalità o selezioni basate sulla popolarità.

05.Più tempo scuola di qualità

Estendere il tempo pieno educativo nella primaria, con una giornata orientativamente 8:30–16:30 e flessibilità locale. Affiancare alle lezioni studio assistito, lettura, sport, arti, laboratori, dialogo e attività all’aperto. Dare priorità alle aree con maggiore povertà educativa e garantire mense, trasporti, accessibilità, educatori e spazi adeguati.

06.Vacanze estive più corte, pause meglio distribuite

Sperimentare una pausa estiva continuativa di 6–8 settimane, distribuendo le altre pause nell’anno e integrando laboratori e recupero nel calendario scolastico. Valutare gli effetti prima dell’estensione, con adattamenti climatici, edifici adatti al caldo, confronto con famiglie e Regioni. Organizzare turnazioni, personale aggiuntivo e ferie contrattuali: l’apertura più lunga della scuola richiede un’organizzazione del lavoro adeguata.

07.Dall’infanzia alla formazione degli adulti

Potenziare i servizi 0–6, diritto allo studio, borse, alloggi, università e ITS. Coordinare il programma universitario con finanziamenti pluriennali, peer review pluralistica e il piano di studentati pubblici; verificare l’obiettivo del +15% reale di spesa pubblica per studente entro cinque anni dall’avvio, senza rinviarlo al 2035. Offrire agli adulti corsi gratuiti e modulari di cultura umanistica, comprensione dei testi, ragionamento scientifico e statistico, cittadinanza e uso consapevole delle tecnologie, attraverso CPIA, biblioteche, scuole e luoghi di lavoro.

Dato pubblicato

Quanto investiamo nell’istruzione?

Spesa pubblica in rapporto al PIL · 2024

L’incidenza sul PIL della spesa pubblica per istruzione in Italia è inferiore al valore aggregato dell’UE27 nello stesso anno.

Spesa pubblica per istruzione

Scala da 0 a 6 · % del PIL

Italia4 % del PIL
UE274,8 % del PIL

Come leggere i dati. Stessa unità e stesso anno per entrambi i territori. Il rapporto al PIL non misura da solo qualità dell’istruzione, spesa per studente o potere d’acquisto delle risorse.

Fonte: ISTAT. Rapporto annuale 2026 — Sintesi · Versione corretta del 9 giugno 2026 · riferimento: 2024 (spesa); 2025 (abbandono) · consultato il 7 novembre 2026. Metodo e licenza

Tabella accessibile: valori, popolazioni e stato dei dati
Quanto investiamo nell’istruzione? — dati e definizioni
Indicatore / territorioValore e unitàPeriodoPopolazione e perimetroStato e noteFonte puntuale
Italia · Italia4 % del PIL2024Spesa delle amministrazioni pubbliche per istruzioneDato pubblicatoDefinizione e provenienza
UE27 · UE274,8 % del PIL2024Spesa delle amministrazioni pubbliche per istruzioneDato pubblicatoDefinizione e provenienza
Dato pubblicatoObiettivo proposto

Istruzione: da dove partiamo e dove proponiamo di arrivare

Baseline 2025 e obiettivi Synedrion 2035 · popolazioni distinte

Il programma propone più adulti con istruzione terziaria e meno giovani che abbandonano gli studi. I traguardi sono proposte da validare, senza una traiettoria annua garantita.

Istruzione terziaria · residenti 25–64 anni

Scala da 0 a 40 · %

Valore iniziale — 202522,3 %
Dato pubblicato · 2025
Obiettivo proposto — 2035≥ 29 %
Obiettivo proposto · 2035

Abbandono precoce · giovani 18–24 anni

Scala da 0 a 12 · %

Valore iniziale — 20258,2 %
Dato pubblicato · 2025
Obiettivo proposto — 2035≤ 4 %
Obiettivo proposto · 2035

Responsabilità nella missione proposta

Schema della proposta, da definire nell’attuazione.

Istituzioni competenti
Definiscono responsabilità, risorse e accordi di attuazione.
Scuole e territori
Realizzano gli interventi con personale e servizi adeguati.
Valutazione indipendente
Misura risultati e divari e rende pubbliche le revisioni.
  • Istituzioni competenti → Scuole e territori: Programmazione e risorse da verificare
  • Scuole e territori → Valutazione indipendente: Risultati e condizioni da valutare
  • Valutazione indipendente → Istituzioni competenti: Evidenze per correggere gli interventi

Come leggere i dati. Non mescolare la fascia adulta con i giovani e non unire baseline e target con una linea di previsione. Per l’istruzione terziaria il target è una soglia minima; per l’abbandono è una soglia massima. L’obiettivo non certifica coperture o fattibilità.

Fonte: Eurostat. Population by educational attainment level, sex and age · Estrazione del 2026-11-07; aggiornamento dataset 2026-10-30T23:00:00+0100 · riferimento: 2025 · consultato il 7 novembre 2026. Metodo e licenza

Fonte: Synedrion. Italia Obiettivo 2035 — Istruzione · Programma versionato, commit a8662e7 · riferimento: Obiettivi 2035 · consultato il 7 novembre 2026. Metodo e licenza

Fonte: ISTAT. Rapporto annuale 2026 — Sintesi · Versione corretta del 9 giugno 2026 · riferimento: 2024 (spesa); 2025 (abbandono) · consultato il 7 novembre 2026. Metodo e licenza

Tabella accessibile: valori, popolazioni e stato dei dati
Istruzione: da dove partiamo e dove proponiamo di arrivare — dati e definizioni
Indicatore / territorioValore e unitàPeriodoPopolazione e perimetroStato e noteFonte puntuale
Valore iniziale — 2025 · Italia22,3 %2025Residenti 25–64 anni, istruzione terziaria ISCED 5–8Dato pubblicatoDefinizione e provenienza
Obiettivo proposto — 2035 · Italia≥ 29 %2035Residenti 25–64 anni, istruzione terziaria ISCED 5–8Obiettivo propostoDefinizione e provenienza
Valore iniziale — 2025 · Italia8,2 %2025Giovani 18–24 anni che abbandonano precocemente istruzione e formazioneDato pubblicatoDefinizione e provenienza
Obiettivo proposto — 2035 · Italia≤ 4 %2035Giovani 18–24 anni che abbandonano precocemente istruzione e formazioneObiettivo propostoDefinizione e provenienza

D. Obiettivi misurabili

Traguardi proposti da validare per fattibilità e costi. I valori iniziali riportano fonte e anno; quelli mancanti devono essere certificati prima dell’adozione.

Indicatori, dati iniziali e traguardi della missione
IndicatorePunto di partenzaTraguardo proposto
Adulti 25–64 anni con un titolo terziario22,3% nel 2025 · ISTATAlmeno 29% entro il 2035: circa +30% relativo.
Giovani 25–34 anni con un titolo terziario31,1% nel 2025 · ISTATAlmeno 50% nel 2035, mantenendo il 45% come riferimento europeo al 2030.
Abbandono precoce di istruzione e formazione, 18–24 anni8,2% nel 2025 · ISTATNon oltre il 4% entro il 2035.
Adulti 16–65 anni con basse competenze nella comprensione dei testi35% · PIAAC 2023, rilevazione 2022–2023Dimezzare la quota, fino al 17,5%, con rilevazioni comparabili.
Retribuzioni dei docentiDivario da certificare nel 2027 con dati OCSE e contrattuali comparabili.Recuperare almeno il 50% dell’eventuale divario entro il 2030 e allinearsi alla mediana dei cinque paesi di riferimento entro il 2035.
Formazione, mentoring e selezione dei nuovi docentiCopertura e qualità da rilevare all’avvio.Dal 2028, mentoring per tutti i nuovi docenti e valutazione osservata delle capacità didattiche e relazionali; formazione continua retribuita per tutti.
Tempo pieno e calendario scolasticoCopertura da certificare per territorio nel 2027.Tempo pieno in almeno l’85% delle classi della primaria entro il 2035; sperimentazioni del calendario in almeno cinque Regioni entro il 2030.
Divari territoriali negli apprendimentiDifferenze da definire e pubblicare sui risultati INVALSI 2026.Dimezzare entro il 2035 il divario iniziale tra territori, con una definizione stabile e risultati disaggregati.

Il +30% riguarda la quota di adulti con istruzione terziaria: è uno degli indicatori, non una misura unica della formazione umana. Valutare anche pensiero critico, capacità argomentativa, clima scolastico, inclusione e benessere con strumenti indipendenti, campionari e rispettosi degli studenti. I dati PIAAC non sono una rilevazione del 2026 e richiedono verifiche periodiche comparabili. L’obiettivo europeo del 45% al 2030 non viene rinviato.

Responsabilità e attuazione

MIM e MUR coordinano la missione con Regioni, scuole, università ed enti locali. Curriculum, reclutamento e calendario richiedono atti appropriati, sperimentazioni e confronto con le comunità scolastiche; retribuzioni e organizzazione del lavoro richiedono contrattazione. Un rapporto annuale rende pubblici copertura dei servizi, condizioni dei docenti e risultati educativi.

Risorse e condizioni

Finanziamenti pluriennali per stipendi, formazione retribuita, personale educativo, borse e funzionamento; investimenti distinti per edifici, mense e trasporti. Quantificare l’allineamento salariale e i costi del tempo pieno prima dell’adozione. Le risorse recuperate dalla revisione della spesa possono contribuire solo quando effettivamente disponibili. Il tempo aggiuntivo deve rispettare benessere degli studenti, ferie e carichi di lavoro.

E. Cosa cambia per il cittadino

Studenti ascoltati e accompagnati, famiglie sostenute e docenti meglio preparati, retribuiti e riconosciuti. Più opportunità di sviluppare cultura, autonomia di giudizio e competenze, in ogni territorio e in ogni fase della vita.

F. Fonti e riferimenti

Le fonti documentano dati e metodi. I traguardi e gli strumenti proposti esprimono scelte Synedrion e non implicano l’adesione delle istituzioni citate.

Missione 02

Un’Italia più pulita, sicura e capace di durare.

Tutte le missioni

Sostenibilità, autonomia e resilienza

Portare l’Italia tra i paesi europei capaci di ridurre più rapidamente emissioni e sprechi, proteggere acqua e territorio e garantire servizi essenziali sicuri. Una politica di lungo periodo per salute, lavoro, autonomia energetica e benessere.

A. Il problema

Dipendenza dai combustibili fossili, inquinamento, perdite idriche e degrado degli ecosistemi espongono persone e imprese a costi e rischi crescenti. Caldo, siccità, frane e alluvioni possono interrompere servizi essenziali e filiere produttive. Nel 2024 le emissioni italiane di gas serra erano diminuite di circa il 30% rispetto al 1990, escludendo uso del suolo e foreste; nel 2025 le rinnovabili coprivano il 41% della domanda elettrica. Per accelerare occorre coordinare investimenti, regole, innovazione e protezioni sociali.

B. Perché conta

La sostenibilità è una politica per vivere meglio, produrre con meno risorse e mantenere sicuro il Paese. L’Italia deve adattare le migliori pratiche europee alle proprie condizioni climatiche, industriali e territoriali, valorizzando anche i suoi punti di forza: nel 2024 era terza nell’UE per uso circolare dei materiali. Continuità legislativa, innovazione, incentivi economici e prevenzione dei rischi devono procedere insieme. Gli obiettivi ambientali si collegano alla formazione delle persone e alla misura del benessere, con attenzione ai divari sociali e territoriali.

Esperienze europee da adattare all’Italia

Pratiche, risultati e obiettivi hanno stati di attuazione diversi. Il confronto riguarda ogni ambito e considera anche i punti di forza italiani.

Danimarca

L’accordo agricolo prevede dal 2030 un prelievo sulle emissioni di metano degli allevamenti, con introduzione graduale e franchigia. La sua efficacia futura deve ancora essere osservata.

Per il piano italiano: Trasferire il metodo: contabilità delle emissioni, incentivi alla riduzione e accordi con agricoltori e filiere. Valutare aliquote e tutele sulle condizioni italiane.

Consiglio danese per il clima(apre una nuova scheda)

Finlandia

La neutralità climatica al 2035 è un obiettivo di legge. Il rapporto governativo 2026 segnala ulteriori interventi necessari e l’indebolimento dell’assorbimento forestale.

Per il piano italiano: Programmare oltre le legislature, verificare annualmente i risultati e rendicontare separatamente emissioni e assorbimenti.

Governo finlandese — Annual Climate Report 2026(apre una nuova scheda)

Svezia

HYBRIT sviluppa una filiera siderurgica con idrogeno nella riduzione del minerale e forni elettrici. Il progetto dimostrativo è un riferimento di innovazione, non la conversione già completata dell’industria nazionale.

Per il piano italiano: Coordinare impianti, energia, infrastrutture e contratti di acquisto; finanziare per fasi e verificare i risultati prima dell’ampliamento.

HYBRIT — Progetto dimostrativo(apre una nuova scheda)

Paesi Bassi, Belgio e Italia · materiali

Nel 2024 il tasso di uso circolare dei materiali era 32,7% nei Paesi Bassi, 22,7% in Belgio e 21,6% in Italia, contro il 12,2% dell’UE.

Per il piano italiano: Valorizzare le competenze industriali italiane e confrontare ogni settore con chi vi ottiene i risultati migliori: una classifica aggregata non descrive tutti gli ambiti.

Eurostat — Uso circolare dei materiali 2024(apre una nuova scheda)

C. La soluzione

01.Una legge nazionale che attraversi le legislature

Approvare una legge quadro con traguardi al 2030, 2035 e 2040 e limiti cumulativi alle emissioni per i periodi 2027–2030 e 2031–2035, ripartiti per settore. Ogni impegno indica interventi, responsabili, coperture e risultati attesi; il PNIEC ne traduce gli effetti in scenari energetici e industriali coerenti.

Una verifica tecnica indipendente valuta annualmente gli scostamenti. Se le misure finanziate risultano insufficienti, il Governo presenta entro sei mesi una correzione al Parlamento. Le revisioni degli obiettivi rendono pubbliche motivazioni, conseguenze e alternative.

Completare nel 2027 una valutazione integrata della fattibilità del −70%: domanda, prezzi, infrastrutture, capacità realizzativa e impatti sociali. Rendicontare separatamente emissioni, assorbimenti e crediti; seguire anche le emissioni associate alle importazioni per riconoscere eventuali trasferimenti delle produzioni all’estero.

02.Energia pulita e riconversione dell’industria

Programmare insieme rinnovabili, reti, accumuli, domanda flessibile e consumi industriali. Privilegiare tetti, parcheggi e aree produttive; pianificare gli altri impianti nelle aree adatte, con valutazioni ambientali e paesaggistiche e benefici locali trasparenti. Rafforzare gli uffici autorizzativi, coordinare le procedure e distinguere i progetti realizzabili dalle prenotazioni speculative di capacità di rete.

Per acciaio, cemento, ceramica, vetro e chimica selezionare accordi di riconversione confrontando costo per tonnellata di emissioni evitata e competitività nel tempo. Combinare efficienza, elettrificazione, materiali riciclati e innovazione; destinare l’idrogeno ai processi difficili da elettrificare e valutare la cattura della CO₂ per emissioni residue di processo, con stoccaggio permanente e controllato.

Il sostegno pubblico procede da dimostrazione e verifica dei risultati all’ampliamento. Prima dei grandi impegni servono energia, acqua, connessioni e contratti di acquisto credibili. Appalti per materiali a basse emissioni e contratti di lungo periodo sostengono la domanda; garanzie di prezzo e contratti per differenza richiedono tetti, condizioni e recupero degli extraprofitti. Verificare l’affidabilità del sistema anche nelle ore critiche.

03.Case confortevoli e mobilità accessibile

Stabilizzare per dieci anni gli strumenti di riqualificazione, con contributi maggiori per redditi bassi, edilizia sociale ed edifici inefficienti. Offrire assistenza tecnica, controlli sui costi e soluzioni per chi non può anticipare la spesa. Coordinare isolamento, ombreggiamento, ventilazione e pompe di calore con sicurezza sismica e idrogeologica, comfort estivo e salubrità.

Nell’edilizia in affitto collegare gli aiuti a tutele degli inquilini e a una distribuzione trasparente dei benefici. Misurare consumi, comfort e povertà energetica: il miglioramento deve essere accessibile economicamente.

Per la mobilità finanziare frequenza e affidabilità del trasporto pubblico, manutenzione ferroviaria, autobus puliti, collegamenti sicuri a piedi e in bicicletta e nodi merci efficienti. Concentrare gli aiuti ai veicoli su reddito, necessità di spostamento e disponibilità di alternative, sostenendo anche chi vive nelle aree meno servite. Verificare tempi di accesso a lavoro e servizi e costo degli spostamenti.

04.Agricoltura sostenibile con un accordo di filiera

Costruire nel 2027 una contabilità delle emissioni aziendali con metodi standard e assistenza alle piccole aziende; sperimentarla nel 2028–2029 in filiere diverse. Dal 2030 proporre prelievi graduali sulle emissioni e premi per le riduzioni. Definire aliquote, franchigie e utilizzo del gettito dopo la valutazione di redditi agricoli, prezzi alimentari, importazioni e dimensione delle aziende, in coerenza con le competenze europee.

Finanziare riduzione delle perdite di metano, gestione dei reflui, fertilizzazione mirata e tutela dei suoli. Valutare il biometano da reflui e residui con bilanci completi delle emissioni e controlli sulle fughe. Remunerare i benefici ambientali verificando aggiuntività, durata e assenza di doppio conteggio.

Coordinare la missione con la proposta su agricoltura e sicurezza alimentare: inventario dei fitosanitari entro 24 mesi dall’avvio, −50% dell’indicatore di rischio entro cinque anni e −70% al 2035, con baseline da formalizzare e verifica agronomica. Quantità impiegate, esposizioni e risultati ambientali restano misure distinte. Il programma è una proposta nazionale da coordinare con il quadro UE, non un obbligo del regolamento ritirato nel 2024.

Collegare gli aiuti anche a qualità delle acque, ammoniaca, biodiversità e benessere animale. Misurare il prelievo effettivo per bacino affinché l’efficienza irrigua riduca la pressione sulla risorsa. Ridurre lo spreco alimentare lungo produzione, distribuzione, ristorazione e consumo; accompagnare le aziende nella riconversione.

05.Acqua, natura e prevenzione dei danni

Trasformare il Piano nazionale di adattamento, già approvato nel 2023, in programmi di bacino e accordi territoriali con progetti, manutenzione, personale e risorse. Negli acquedotti migliorare misurazione, contabilità, gestione delle pressioni e rinnovo delle condotte. Valutare depurazione e riuso per qualità, domanda effettiva, costi energetici e tutela dei corpi idrici.

Aggiornare le mappe di rischio con scenari climatici lungo la vita utile delle opere e usarle nelle decisioni urbanistiche. Privilegiare recupero degli spazi fluviali, zone umide, deimpermeabilizzazione e manutenzione, confrontando opere e alternative. Dove il rischio non può essere ridotto in modo accettabile, prevedere trasferimenti concordati e sostegni alle persone coinvolte.

Proteggere scuole, ospedali, strutture per anziani e quartieri esposti al caldo attraverso ombra, verde adatto al clima, raffrescamento efficiente e piani sanitari. Tutelare habitat terrestri, costieri e marini; verificare qualità ecologica e manutenzione dei ripristini. Coordinare mobilità, riscaldamento, agricoltura e industria per ridurre il PM2,5, con priorità alle popolazioni più esposte.

06.Economia circolare come politica industriale

Creare mercati affidabili per materiali secondari di qualità, con regole chiare sulla cessazione della qualifica di rifiuto, tracciabilità e contrasto agli ecoreati. Usare gli acquisti pubblici per favorire durabilità, riparabilità, riuso e contenuto riciclato verificabile. Sviluppare filiere per batterie, elettronica, tessili, materiali da costruzione e materie prime critiche.

Misurare preparazione per il riutilizzo e riciclaggio effettivi secondo le regole europee, oltre alla raccolta differenziata. Pubblicare scarti, destinazioni e qualità dei materiali recuperati e controllare le esportazioni. Il recupero energetico resta distinto dal riciclo.

Dimensionare gli impianti sul residuo dopo prevenzione e riciclo, evitando garanzie di conferimento incompatibili con la riduzione dei rifiuti. Affiancare al tasso di circolarità l’impronta materiale dei consumi, comprese le risorse associate ai beni importati, e controllarne anche il totale nazionale.

07.Servizi essenziali e riserve strategiche

Valutare scenari combinati di caldo, siccità, alluvione, interruzione elettrica e blocco delle forniture. Individuare siti e dipendenze critiche di sanità, acqua, energia, comunicazioni e logistica alimentare. Completare le valutazioni dei siti prioritari entro il 2028 e collaudare i piani con esercitazioni periodiche.

Garantire almeno 72 ore di autonomia delle funzioni essenziali, fatti salvi requisiti settoriali più stringenti, con energia di emergenza, acqua, comunicazioni, personale e procedure verificate. Definire scorte per prodotto in base a tempi di consegna, alternative, conservabilità e domanda di emergenza: farmaci e dispositivi selezionati, ricambi delle reti e prodotti per la potabilizzazione.

Valutare una prima copertura di 90 giorni per un elenco ristretto di prodotti sanitari conservabili; la durata definitiva deriva dall’analisi dei rischi. Affidare la rotazione ordinaria alle imprese con controlli pubblici, integrando fornitori alternativi, capacità produttiva e meccanismi europei. Coordinare gli obblighi già esistenti, comprese le scorte petrolifere. Integrare i rischi fisici nelle valutazioni degli investimenti e finanziarie, rispettando le competenze della vigilanza; pubblicare dati aggregati quando il dettaglio espone vulnerabilità operative.

08.Una transizione equa, con competenze e consenso

Rendere disponibili aiuti e alternative prima dell’aumento dei costi per famiglie vulnerabili, lavoratori e piccole imprese. Valutare ogni misura fiscale per reddito, territorio e condizioni abitative e di mobilità; coordinarla con ETS ed ETS2 evitando sovrapposizioni non giustificate. Usare previsioni prudenti dei proventi ambientali, che si riducono se la politica ha successo.

Collegare il programma alla priorità educativa di Synedrion: formazione scientifica e tecnica insieme a pensiero critico, comprensione dei dati, responsabilità civica e dialogo. Prevedere formazione retribuita, sostegno al reddito durante la riconversione e accordi territoriali per le filiere esposte.

Avviare il confronto mentre esistono ancora alternative progettuali, pubblicando benefici, costi, compensazioni e criteri di scelta. Dare tempi definiti alla partecipazione e alla decisione. Verificare povertà energetica, accesso ai servizi, salute e qualità del lavoro, affinché il progresso ambientale riduca anche le disuguaglianze.

Stima / dato modellizzato

Quanta materia rientra nell’economia?

Tasso di utilizzo circolare dei materiali · 2024 · dati imputati

L’Italia presenta una quota di uso circolare dei materiali superiore all’aggregato UE27. Tutti i valori selezionati sono contrassegnati come imputati nella fonte Eurostat.

Quota di materiali proveniente dall’uso circolare

Scala da 0 a 40 · % dei materiali utilizzati

Paesi Bassi32,7 % dei materiali utilizzati
Stima / dato modellizzato · 2024
Belgio22,7 % dei materiali utilizzati
Stima / dato modellizzato · 2024
Italia21,6 % dei materiali utilizzati
Stima / dato modellizzato · 2024
Francia17,8 % dei materiali utilizzati
Stima / dato modellizzato · 2024
Germania14,8 % dei materiali utilizzati
Stima / dato modellizzato · 2024
UE2712,2 % dei materiali utilizzati
Stima / dato modellizzato · 2024

Come leggere i dati. Selezione di Paesi, non classifica completa. Flag i conservato per ogni osservazione. Rapporto sull’insieme dei materiali impiegati: non coincide con la raccolta differenziata né con il riciclo dei soli rifiuti urbani.

Fonte: Eurostat. Circular material use rate · Estrazione del 2026-11-07; aggiornamento dataset 2025-11-24T23:00:00+0100 · riferimento: 2024 · consultato il 7 novembre 2026. Metodo e licenza

Tabella accessibile: valori, popolazioni e stato dei dati
Quanta materia rientra nell’economia? — dati e definizioni
Indicatore / territorioValore e unitàPeriodoPopolazione e perimetroStato e noteFonte puntuale
UE27 · UE2712,2 % dei materiali utilizzati2024Materiali impiegati nell’economia nazionale; uso circolare rispetto al totaleStima / dato modellizzato · Flag Eurostat i: dato imputato.Definizione e provenienza
Belgio · Belgio22,7 % dei materiali utilizzati2024Materiali impiegati nell’economia nazionale; uso circolare rispetto al totaleStima / dato modellizzato · Flag Eurostat i: dato imputato.Definizione e provenienza
Germania · Germania14,8 % dei materiali utilizzati2024Materiali impiegati nell’economia nazionale; uso circolare rispetto al totaleStima / dato modellizzato · Flag Eurostat i: dato imputato.Definizione e provenienza
Francia · Francia17,8 % dei materiali utilizzati2024Materiali impiegati nell’economia nazionale; uso circolare rispetto al totaleStima / dato modellizzato · Flag Eurostat i: dato imputato.Definizione e provenienza
Italia · Italia21,6 % dei materiali utilizzati2024Materiali impiegati nell’economia nazionale; uso circolare rispetto al totaleStima / dato modellizzato · Flag Eurostat i: dato imputato.Definizione e provenienza
Paesi Bassi · Paesi Bassi32,7 % dei materiali utilizzati2024Materiali impiegati nell’economia nazionale; uso circolare rispetto al totaleStima / dato modellizzato · Flag Eurostat i: dato imputato.Definizione e provenienza

D. Obiettivi misurabili

Traguardi proposti da validare per fattibilità e costi. I valori iniziali riportano fonte e anno; quelli mancanti devono essere certificati prima dell’adozione.

Indicatori, dati iniziali e traguardi della missione
IndicatorePunto di partenzaTraguardo proposto
Emissioni nazionali di gas serraCirca −30% nel 2024 rispetto al 1990, escludendo uso del suolo e foreste · ISPRA 2026.−70% rispetto al 1990 entro il 2035, sul medesimo perimetro dell’inventario nazionale, senza sottrarre assorbimenti forestali o crediti internazionali. Verifica integrata di fattibilità nel 2027.
Domanda elettrica coperta da rinnovabili nazionali41% della domanda nel 2025 · Terna.90% della domanda annua entro il 2035, con verifica separata di adeguatezza nelle singole ore e costo complessivo del sistema.
Consumo medio di energia primaria degli edifici residenzialiPatrimonio residenziale nel 2020, secondo il metodo EPBD.−30% entro il 2035. Mantenere la tappa EPBD del −16% al 2030 e superare il riferimento del −20–22% al 2035, tutelando comfort e famiglie vulnerabili.
Emissioni dei trasporti nazionaliEmissioni dell’anno 2025 nella categoria trasporti dell’inventario ISPRA, da certificare con perimetro stabile nel 2027.−50% entro il 2035 rispetto al 2025; verificare anche accessibilità, frequenza e affidabilità del trasporto pubblico.
Emissioni non energetiche dell’agricolturaEmissioni dell’anno 2025 nella categoria Agricoltura dell’inventario ISPRA, da certificare nel 2027; energia e uso del suolo conteggiati a parte.−30% entro il 2035 rispetto al 2025, con controlli anche su nitrati, ammoniaca, acqua e benessere animale.
Esposizione della popolazione al PM2,5Media nazionale ponderata per popolazione da calcolare sui dati SNPA 2025.Dimezzare l’esposizione media entro il 2035, rispettando le scadenze europee al 2030 e pubblicando i risultati locali.
Perdite totali delle reti di distribuzione dell’acqua potabile42,4% dell’acqua immessa nel 2022 · ISTAT. Aggiornamento necessario all’avvio.Non oltre il 25% entro il 2035, riducendo anche le perdite fisiche in volume e migliorando qualità dell’acqua e continuità del servizio.
Consumo netto di suoloSerie e cartografia ISPRA–SNPA da fissare all’avvio.Perseguire saldo netto zero al 2030 e mantenerlo fino al 2035; pubblicare separatamente nuovo consumo, recupero e deimpermeabilizzazione.
Ripristino degli habitat degradatiSuperfici degli habitat dell’Allegato I al regolamento UE sul ripristino della natura non in buone condizioni, da mappare.Interventi attuati su almeno il 60% delle superfici di ciascun gruppo applicabile entro il 2035, anticipando il riferimento UE del 2040 e mantenendo gli obblighi al 2030. Verificare il miglioramento ecologico.
Uso circolare dei materiali e impronta materialeTasso di uso circolare: 21,6% nel 2024 · Eurostat. Impronta materiale 2025 da certificare.Tasso almeno al 35% nel 2035; impronta materiale per abitante ridotta del 20% rispetto al 2025, controllando anche il totale nazionale.
Preparazione per riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti urbaniIndicatori armonizzati UE da certificare all’avvio: riciclo effettivo, non sola raccolta differenziata.Almeno 70% entro il 2035 e discarica non oltre il 5%, superando i riferimenti UE del 65% e del 10%. Recupero energetico rendicontato a parte.
Continuità dei servizi essenziali prioritariElenco dei siti e scenari di crisi nel 2027; valutazioni completate entro il 2028.Tutti i siti prioritari adeguati ai rischi individuati entro il 2035, con almeno 72 ore di autonomia delle funzioni essenziali, fatti salvi requisiti settoriali più stringenti.

I traguardi sono scelte programmatiche Synedrion da verificare tecnicamente ed economicamente nel 2027. La legge UE sul clima indica riduzioni nette del 55% al 2030 e del 90% al 2040 per l’Unione nel complesso: non assegna automaticamente le stesse percentuali all’Italia e usa una metrica diversa dal −70% lordo qui proposto. Rendicontare separatamente emissioni, assorbimenti e crediti. Per il ripristino, il 60% riguarda gruppi di habitat individuati dalla normativa, non tutto il territorio italiano: attuare un intervento non equivale al pieno recupero ecologico. Pubblicare concentrazioni locali oltre alle medie, consumo lordo e netto di suolo e perdite idriche anche in volume. Le scadenze europee già previste al 2030 restano valide.

Responsabilità e attuazione

Presidenza del Consiglio e MASE coordinano con MEF, ministeri di settore, Regioni, Comuni, autorità di bacino e gestori. Nel 2027 definire scenari integrati, dati iniziali, coperture e accordi territoriali. Una relazione annuale al Parlamento e un cruscotto pubblico indicano responsabile, risultato atteso, valore osservato, incertezza, spesa e avanzamento, distinguendo progetti approvati, finanziati, in costruzione e operativi. Valutazione tecnica indipendente, esercitazioni sui servizi critici e revisione intermedia nel 2032; dati e metodologie del sistema statistico pubblico, senza attribuire agli enti l’adesione al programma.

Risorse e condizioni

Presentare nel 2027 un piano finanziario fino al 2035 con scenari prudente, centrale e sfavorevole. Per ogni intervento distinguere investimento iniziale, manutenzione e personale, risorse già assegnate, nuovo fabbisogno pubblico, capitale privato, tariffe e passività potenziali. Il costo complessivo resta da stimare sui progetti, con confronti tra alternative e sensibilità a tassi, prezzi energetici e tempi. Benefici sanitari e danni evitati contribuiscono alla valutazione economica, ma non sono stanziamenti automaticamente disponibili.

Strumenti finanziari e condizioni di utilizzo
Bilancio nazionale e fondi europei
Stanziamenti pluriennali per adattamento, servizi, formazione e protezioni sociali; fondi europei solo per importi effettivamente accessibili, con cofinanziamenti, scadenze e condizioni dichiarati. Quantificare anche gestione e personale dopo la realizzazione.
Fondo sociale per il clima
Sostenere famiglie e microimprese vulnerabili attraverso gli interventi ammissibili del periodo europeo 2026–2032. Prevedere coperture distinte per il 2033–2035.
Reti e tariffe
Coordinare i piani dei gestori e verificare investimenti efficienti, qualità del servizio e impatto tariffario, con protezioni sociali. Gli oltre 23 miliardi annunciati dal piano Terna 2025–2034 sono una base esistente da verificare nell’attuazione, non una nuova copertura attribuibile al programma.
BEI, CDP e capitale privato
Valutare prestiti, partecipazioni e garanzie per progetti sostenibili economicamente, rendendo espliciti rischio pubblico, addizionalità e possibili perdite. Nessun moltiplicatore automatico; garanzie di prezzo e contratti per differenza hanno costi e rischi da quantificare.
Fiscalità ambientale e revisione degli incentivi
Riallocare gradualmente risorse effettivamente disponibili, dopo la valutazione di impatti e compensazioni. Stimare con prudenza i proventi ambientali: diminuiscono se le emissioni si riducono. Evitare doppio conteggio delle coperture.
BTP Green
Usarli per finanziare spese ammissibili e rendicontate, verificando la sostenibilità del debito e del rimborso: non costituiscono entrate gratuite.

Le tappe del piano

  1. 2027

    Regole, scenari e coperture

    Legge quadro, perimetri e valori iniziali degli indicatori, verifica integrata degli obiettivi, piano finanziario e responsabilità settoriali e territoriali; elenco dei servizi critici.

  2. 2028

    Avvio degli investimenti

    Accordi industriali, riqualificazioni per le famiglie vulnerabili e valutazioni dei rischi dei siti prioritari; sperimentazioni agricole nel 2028–2029 e prime riserve selettive.

  3. 2030

    Prima verifica vincolante

    Verificare gli obblighi europei esistenti, il primo periodo emissivo e il saldo di consumo di suolo. Introdurre gradualmente gli strumenti agricoli dopo le sperimentazioni.

  4. 2032

    Valutazione indipendente

    Correggere gli interventi insufficienti e definire le coperture successive al periodo del Fondo sociale per il clima, pubblicando risultati fisici e distributivi.

  5. 2035

    Risultati e prosecuzione

    Verificare esiti ambientali, sociali e finanziari, differenze territoriali e continuità dei servizi; proseguire coerentemente verso i traguardi europei al 2040 e al 2050.

E. Cosa cambia per il cittadino

Aria più salubre, case confortevoli, servizi idrici affidabili, mobilità accessibile e territori meno vulnerabili. Imprese e lavoratori dispongono di regole e strumenti di lungo periodo per innovare e riconvertirsi. Alla misura ambientale si affiancano povertà energetica, accesso ai servizi, costi degli spostamenti, salute e qualità del lavoro: la media nazionale non basta se persone e territori più vulnerabili peggiorano.

F. Fonti e riferimenti

Le fonti documentano dati e metodi. I traguardi e gli strumenti proposti esprimono scelte Synedrion e non implicano l’adesione delle istituzioni citate.

Missione 03

Il benessere delle persone guida le missioni.

Tutte le missioni

Vivere meglio, misurare i progressi

Costruire un indice trasparente basato sul BES e collegare le decisioni pubbliche a salute, reddito, istruzione, relazioni, qualità del lavoro, ambiente e accesso ai servizi.

A. Il problema

Spesa, opere completate e crescita economica non descrivono da soli come vivono le persone. Le medie nazionali possono nascondere rinuncia alle cure, povertà, solitudine e divari persistenti tra generazioni e territori.

B. Perché conta

Il benessere è l’esito complessivo del programma. Il sistema BES dell’ISTAT offre già una base multidimensionale: la proposta collega questa conoscenza a traguardi espliciti, risorse, responsabilità e valutazione delle politiche.

C. La soluzione

01.Un indice fondato sul BES

Selezionare 24–36 indicatori rappresentativi dei 12 domini BES, con una consultazione pubblica e revisione scientifica indipendente. Dichiarare fonti, anni, qualità dei dati, valori iniziali e traguardi prima di valutare i progressi.

02.Un metodo pubblico e riproducibile

Normalizzare gli indicatori su una scala 0–100 con soglie esplicite e stabili, orientando ogni misura nella direzione del miglioramento. Assegnare uguale peso ai domini, dichiarare le regole per dati mancanti e incertezze e rendere disponibili metodo e serie. Eventuali revisioni devono ricalcolare e pubblicare anche lo storico comparabile.

03.Verificare per chi migliora la vita

Affiancare al punteggio nazionale gli indicatori originali e, dove statisticamente disponibili, risultati per territorio, genere, età e condizione economica. Pubblicare arretramenti dei servizi essenziali e progressi delle comunità più svantaggiate, evitando che la sintesi nasconda disuguaglianze.

04.Collegare bilancio e risultati

Associare alle politiche gli indicatori su cui intendono agire e valutazioni degli effetti effettivamente attribuibili agli interventi. Pubblicare annualmente costi, risultati e correzioni, mantenendo distinta la verifica delle politiche dal semplice andamento dell’indice.

Stima / dato modellizzatoDato pubblicato

Invecchiamento e assistenza a domicilio: due misure diverse

Età dei residenti e copertura dell’ADI, con anni e denominatori espliciti

La quota di persone anziane descrive la struttura demografica; la quota trattata in assistenza domiciliare descrive un servizio. Le due misure hanno denominatori e anni differenti.

Struttura demografica · stima al principio del 2026

Residenti di 65 anni e più
25,1% dei residentiStima / dato modellizzato · 1° gennaio 2026

Residenti anziani trattati in ADI

Asse verticale: % dei residenti di 65 anni e più · base zero. I segmenti collegano soltanto gli anni disponibili.

  • 2015: 2,2 % dei residenti di 65 anni e più. Dato pubblicato · 2015
  • 2023: 3,8 % dei residenti di 65 anni e più. Dato pubblicato · 2023

Come leggere i dati. L’età non misura automaticamente la non autosufficienza. La copertura ADI non comprende tutta l’assistenza a lungo termine e non rappresenta la quota di bisogno soddisfatto. Non moltiplicare la quota ADI di un anno per la popolazione di un altro.

Fonte: ISTAT. Indicatori demografici — Anno 2025 · Stime al 1° gennaio 2026 · riferimento: 1° gennaio 2026 · consultato il 7 novembre 2026. Metodo e licenza

Fonte: ISTAT. BES 2024 — Qualità dei servizi · Edizione pubblicata nel 2025, capitolo 12 · riferimento: 2023–2024; ADI 2015–2023 · consultato il 7 novembre 2026. Metodo e licenza

Tabella accessibile: valori, popolazioni e stato dei dati
Invecchiamento e assistenza a domicilio: due misure diverse — dati e definizioni
Indicatore / territorioValore e unitàPeriodoPopolazione e perimetroStato e noteFonte puntuale
Residenti di 65 anni e più · Italia25,1 % dei residenti1° gennaio 2026Residenti in Italia di 65 anni e piùStima / dato modellizzatoDefinizione e provenienza
2015 · Italia2,2 % dei residenti di 65 anni e più2015Residenti di 65 anni e più trattati in assistenza domiciliare integrata (ADI)Dato pubblicatoDefinizione e provenienza
2023 · Italia3,8 % dei residenti di 65 anni e più2023Residenti di 65 anni e più trattati in assistenza domiciliare integrata (ADI)Dato pubblicatoDefinizione e provenienza

D. Obiettivi misurabili

Traguardi proposti da validare per fattibilità e costi. I valori iniziali riportano fonte e anno; quelli mancanti devono essere certificati prima dell’adozione.

Indicatori, dati iniziali e traguardi della missione
IndicatorePunto di partenzaTraguardo proposto
Indice di progresso verso gli obiettivi 2035Da calcolare e pubblicare entro il 2027 con dati ufficiali, anni e metodologia dichiarati.Colmare entro il 2035 almeno il 30% della distanza iniziale dai traguardi sulla scala 0–100.
Incidenza della povertà assolutaDato ufficiale 2025 da certificare prima dell’adozione.Riduzione relativa di almeno il 30% entro il 2035, con analisi per territorio e composizione familiare.
Rinuncia alle cure per costi, attese o difficoltà di accessoDato ufficiale 2025 e definizione omogenea da certificare.Dimezzare la quota entro il 2035 e ridurre i divari di accesso.
Reddito disponibile reale delle famiglie economicamente più deboliValore 2025 da certificare per il quinto di famiglie con reddito equivalente più basso.Aumento di almeno il 20% entro il 2035, a prezzi costanti e con metodologia stabile.

Regola proposta: I2035 ≥ Ibase + 0,30 × (100 − Ibase). Se il punteggio iniziale fosse 60, il traguardo sarebbe almeno 72: è un esempio di calcolo, non un valore osservato. Il punteggio esprime l’avvicinamento a obiettivi dichiarati e non una percentuale assoluta di benessere. Il nuovo indice è una proposta da costruire, non un indicatore ufficiale ISTAT già disponibile.

Responsabilità e attuazione

Un coordinamento nazionale collega missioni e bilancio; la metodologia è sottoposta a revisione scientifica indipendente e usa dati ISTAT e del sistema statistico pubblico senza attribuire agli enti statistici l’approvazione del programma politico. Parlamento e cittadini ricevono una relazione annuale con risultati, disuguaglianze e limiti delle misure.

Risorse e condizioni

Quantificare separatamente il costo di misurazione e valutazione e quello delle politiche necessarie a migliorare gli esiti. Dichiarare le coperture delle misure sociali e sanitarie e verificare gli effetti distributivi. Preservare indipendenza statistica, qualità delle rilevazioni e riservatezza; usare dati aggregati nella rendicontazione pubblica.

E. Cosa cambia per il cittadino

I cittadini possono verificare se reddito, cure, servizi e opportunità migliorano davvero e per chi. Le amministrazioni dispongono di criteri condivisi per correggere gli interventi che non producono i benefici attesi.

F. Fonti e riferimenti

Le fonti documentano dati e metodi. I traguardi e gli strumenti proposti esprimono scelte Synedrion e non implicano l’adesione delle istituzioni citate.

Un programma trasversale

Le altre trasformazioni da collegare.

Energia, lavoro, innovazione e opportunità territoriali completano il programma. Le proposte mantengono le loro scadenze; ogni nuova tappa al 2035 richiede indicatori, risorse e responsabilità esplicite.

Energia sicura e competitiva

Rinnovabili, reti, accumuli, elettrificazione e filiere industriali per ridurre dipendenza fossile, emissioni e costo dell’energia. Conservare gli obiettivi già previsti entro cinque anni e definire le tappe successive al 2035.

Lavoro, produttività e redditi

Collegare lavoro qualificato, partecipazione dei lavoratori, formazione e redditi reali. La Missione 75% occupazione mantiene la scadenza del 2032; il programma 2035 ne consolida i risultati e la riduzione dei divari.

Opportunità in ogni territorio

Mezzogiorno produttivo, servizi territoriali, patrimonio culturale e turismo governato: ridurre i divari e creare le condizioni per scegliere dove vivere, studiare e lavorare.

Dagli obiettivi all’attuazione

Continuità, risorse e responsabilità.

Un patto parlamentare ampio, accordi con i territori e una relazione pubblica annuale sostengono il programma attraverso le legislature. Gli strumenti si correggono sulla base dei risultati; le revisioni degli obiettivi devono essere motivate.

  1. 2027

    Misurare e avviare

    Certificare i dati iniziali, valutare costi e coperture, assegnare responsabilità e avviare le prime sperimentazioni.

  2. 2030

    Verificare i primi risultati

    Valutare i progressi e il recupero salariale dei docenti, rispettando gli impegni intermedi nazionali ed europei già previsti.

  3. 2032

    Correggere e consolidare

    Revisione indipendente degli strumenti, verifica della Missione 75% occupazione e riallocazione motivata delle risorse.

  4. 2035

    Rendere conto

    Confrontare risultati e traguardi, pubblicare benefici, costi, disuguaglianze residue e lezioni per il ciclo successivo.

Finanziare le missioni e verificarne gli effetti

Ogni missione deve distinguere spesa corrente, investimenti, prestiti e garanzie, indicando costi iniziali e di gestione. La revisione delle spese fiscali, i fondi europei e il capitale paziente sono possibilità da quantificare. Risparmi attesi, crescita futura e ritorni finanziari non sono coperture già disponibili; la stessa risorsa non può finanziare due volte missioni diverse.

Un responsabile politico e un coordinatore operativo rendono conto di tempi, costi e risultati. Valutazioni indipendenti confrontano alternative ed effetti attribuibili agli interventi, pubblicando anche ritardi, rischi e disuguaglianze residue.

Lo Stato deve poter investire direttamente quando questa scelta produce maggiori benefici collettivi. Un progetto può essere socialmente utile anche senza un utile finanziario: confrontiamo costo del capitale, qualità, accessibilità e rischi delle diverse soluzioni, finanziando esplicitamente la quota non coperta dai ricavi e rispettando i vincoli ecologici.